Copertina

L'amore è il filo conduttore dell'esistenza di Mek Zodda, il titolo che ha voluto dare a questa silloge è, quindi, pertinente, rivelatore.

Questo suo amore lo traduce nella poesia sicchè vita e poesia sono un tutt'uno, non vi è dicotomia, incoerenza.

La poesia, diceva un grande poeta, l'indimenticabile Nino Ferraù, non è solo un modo di scrivere ma è anche, un modo di vivere, apprezzo, diceva ancora, la poesia delle parole ma apprezzo molto di più, la poesia delle azioni. La poesia, del resto, è ispirata dall'Amore e l'Amore non ha altra sorgente che il Creatore.

Mek Zodda vive di amore e per amore.

Ancor di più, dopo l'immatura dipartita della sua dolce sposa che continua a vivere, perchè la porta nel cuore, è il suo "eterno sogno" con cui il poeta vive abbracciato, ricordando con struggente nostalgia la felice parentesi della vita vissuta assieme a lei, "con gioia e con speranza".

Mek Zodda è un Artista nella più vasta accezione del termine, un artista eclettico. Alla poesia abbina la pittura che gareggiano nel suo itinerario artistico, senza rivalità, in simbiosi, e coinvolgono il fruitore, perchè, sia nell'una che nell'altra, l'Artista si esprime con spontanea immediatezza e vibrante intensità.

La sua poesia, come la sua pittura non è astratta, non è alienante dalla realtà, si inserisce, anzi, in essa, nel suo orizzonte quotidiano, nelle sue immagini fatte di cose come il meraviglioso veliero, il mare spumeggiante, il cielo terso o ricamato di nuvole, i paesaggi suggestivi, nella pittura, e così nei versi e in cui trasferisce i suoi sentimenti, la sua serenità interiore, i suoi valori che riesce a trasmettere e a comunicare come un messaggio.

I suoi versi evidenziano la crisi esistenziale e la violenza, in tutte le sue forme, di cui purtroppo, è afflitta l'odierna società che persegue il mito del consumismo, del sesso e del benessere materiale e le coscienze sono inquinate. A proposito, si è alzata forte, la Voce, che è un grido di dolore, del Romano Pontefice felicemente regnante, Benedetto XVI. Nelle sue opere poetiche e pittoriche dunque, si coglie l'eco di una sfumata nostalgia di un'epoca e di un mondo fatto di bontà e di bellezza ma l'Artista non dispera e lancia un messaggio di amore e di pace.

(prefazione di Alfonso Saya)